“Ogni volto è un racconto con gli occhi”

Ogni vita porta con sé un racconto fatto di profumi, fatto di suoni, fatto di sogni… fatto di colori tenui, vivaci, sbiaditi o soltanto ricordati… mai dimenticati.

I colori della musica

Rita, 18 anni e la voglia di raccontare le sue emozioni con la musica: «Dico grazie alla vita che mi ha donato la mia voce con la quale posso esprimere la parte più vera di me stessa» è ciò che ha affermato nell’intervista rilasciata al progetto Notturno.

Energia e solarità Rita le trasmette col suo bellissimo sorriso che riesce davvero ad illuminare chi le sta accanto. Il suo modo di essere lo deve anche a tutti gli ostacoli, piccoli e grandi, che ha dovuto superare e che le hanno insegnato a non arrendersi davanti alle difficoltà.

Ora è determinata a voler realizzare il suo sogno più grande, quello di vivere per la musica, scrivere i testi per le sue canzoni e poter far emozionare il pubblico con la sua incantevole voce raccontando storie e sentimenti.

Per la nostra giovane cantante la bellezza della musica risiede nel suo carattere evocativo, essa genera colori e immagini: «È impossibile non immaginare nulla mentre si canta» dice: «si possono immaginare episodi della propria vita o semplicemente colori, io associo le emozioni ad un determinato colore e credo che mentre si canta quel colore venga fuori assieme all’emozione che si vuole trasmettere».

Una vita colorata e ricca di desideri che è resa ancora più speciale dalla presenza di persone meravigliose, la sua famiglia in primis, che la incoraggiano a credere nei suoi sogni e le sono sempre accanto anche nei momenti di difficoltà. Dal dover affrontare il suo carattere, la sua timidezza, alle problematiche scolastiche relative anche al gruppo classe, Rita non ha mai ritenuto che gli ostacoli fossero limiti invalicabili, ma ha colto propositivamente ogni occasione di crescita per migliorare se stessa.

La lezione di vita più preziosa l’ha imparata dai suoi occhi: «Grazie ai miei occhi ho imparato che ciò che conta non è ciò che si vede, l’immediato, ma ciò che possiamo percepire oltre, non solo concentrandoci sugli altri sensi, ma soprattutto sui nostri sentimenti, sulle emozioni che anche la più semplice situazione può generare dentro di noi».

I colori della musica

Rita, 18 anni e la voglia di raccontare le sue emozioni con la musica: «Dico grazie alla vita che mi ha donato la mia voce con la quale posso esprimere la parte più vera di me stessa» è ciò che ha affermato nell’intervista rilasciata al progetto Notturno.

Energia e solarità Rita le trasmette col suo bellissimo sorriso che riesce davvero ad illuminare chi le sta accanto. Il suo modo di essere lo deve anche a tutti gli ostacoli, piccoli e grandi, che ha dovuto superare e che le hanno insegnato a non arrendersi davanti alle difficoltà.

Ora è determinata a voler realizzare il suo sogno più grande, quello di vivere per la musica, scrivere i testi per le sue canzoni e poter far emozionare il pubblico con la sua incantevole voce raccontando storie e sentimenti.

Per la nostra giovane cantante la bellezza della musica risiede nel suo carattere evocativo, essa genera colori e immagini: «È impossibile non immaginare nulla mentre si canta» dice: «si possono immaginare episodi della propria vita o semplicemente colori, io associo le emozioni ad un determinato colore e credo che mentre si canta quel colore venga fuori assieme all’emozione che si vuole trasmettere».

Una vita colorata e ricca di desideri che è resa ancora più speciale dalla presenza di persone meravigliose, la sua famiglia in primis, che la incoraggiano a credere nei suoi sogni e le sono sempre accanto anche nei momenti di difficoltà. Dal dover affrontare il suo carattere, la sua timidezza, alle problematiche scolastiche relative anche al gruppo classe, Rita non ha mai ritenuto che gli ostacoli fossero limiti invalicabili, ma ha colto propositivamente ogni occasione di crescita per migliorare se stessa.

La lezione di vita più preziosa l’ha imparata dai suoi occhi: «Grazie ai miei occhi ho imparato che ciò che conta non è ciò che si vede, l’immediato, ma ciò che possiamo percepire oltre, non solo concentrandoci sugli altri sensi, ma soprattutto sui nostri sentimenti, sulle emozioni che anche la più semplice situazione può generare dentro di noi».

SCOPRIRE SE STESSI ATTRAVERSO IL MONDO

Tutto ha avuto inizio con una cassetta portata a casa da papà, un’audiocassetta di Renzo Arbore che ha fatto sognare un bambino che aveva appena sei anni. Il piccolo Marco adesso è un uomo, ha trentun anni, ma la sua voglia di conoscere, imparare e sperimentare resta sempre quella di un ragazzino curioso che gioca al gioco della vita per scoprirne le mosse segrete.
Un mandolino, una chitarra e un pianoforte hanno permesso a Marco di creare la colonna sonora della sua vita fatta di chiaroscuri, emozioni profonde e un grande sogno. La musica, per lui, è libertà, sfogo, evasione da un mondo che non sempre è come ce lo immaginiamo o come lo vorremmo dipingere.
Spesso «ti invitano a stare insieme non per stima, ma per pietà» ci ha riferito, ma Marco non smette di crederci, di lottare per la sua autonomia, la sua affermazione e, soprattutto, di sognare l’amore.
I limiti che potrebbe avere un ragazzo cieco sembrerebbero infiniti, soprattutto quando si tratta di doversi spostare da un luogo ad un altro e a volte ci si ritrova a dover rinunciare a delle uscite perché non si sa come raggiungere il luogo dell’appuntamento. A Marco è stato fatto, però, un dono speciale che lo ha aiutato ad affrontare in maniera diversa quello che per lui era un grande limite. Zoe è il suo cane guida, ma per lui è molto di più: «Per me Zoe è una guida, una compagna, è i miei occhi, quando ho bisogno di evadere Zoe è di grande aiuto. È una grande guida, è una grande compagna, Zoe è mia sorella».
Il sogno di Marco adesso è imparare a suonare la fisarmonica e poter far parte di un gruppo di musica popolare per continuare a sperimentare generi nuovi, comporre musiche nuove e reinventarsi ogni giorno perché: «La mia vita è un’altra cosa» dice «io devo seguire il mio cuore, ciò che mi dice il mio cuore e questo mi permette anche di sbagliare».
Ciò che ispira Marco è la diversità, le infinite culture che si possono conoscere, gli infiniti generi musicali che si possono ascoltare, le infinite letture che ogni giorno arricchiscono la sua vita, infatti, ci ha raccontato: «Io do molta importanza alle mie letture perché mi aiutano a creare il mio personaggio e mi hanno fatto capire qual è il mio sé ideale, che cosa vorrei essere e che cosa devo migliorare per raggiungere ciò che voglio essere».

SCOPRIRE SE STESSI ATTRAVERSO IL MONDO

Tutto ha avuto inizio con una cassetta portata a casa da papà, un’audiocassetta di Renzo Arbore che ha fatto sognare un bambino che aveva appena sei anni. Il piccolo Marco adesso è un uomo, ha trentun anni, ma la sua voglia di conoscere, imparare e sperimentare resta sempre quella di un ragazzino curioso che gioca al gioco della vita per scoprirne le mosse segrete.
Un mandolino, una chitarra e un pianoforte hanno permesso a Marco di creare la colonna sonora della sua vita fatta di chiaroscuri, emozioni profonde e un grande sogno. La musica, per lui, è libertà, sfogo, evasione da un mondo che non sempre è come ce lo immaginiamo o come lo vorremmo dipingere.
Spesso «ti invitano a stare insieme non per stima, ma per pietà» ci ha riferito, ma Marco non smette di crederci, di lottare per la sua autonomia, la sua affermazione e, soprattutto, di sognare l’amore.
I limiti che potrebbe avere un ragazzo cieco sembrerebbero infiniti, soprattutto quando si tratta di doversi spostare da un luogo ad un altro e a volte ci si ritrova a dover rinunciare a delle uscite perché non si sa come raggiungere il luogo dell’appuntamento. A Marco è stato fatto, però, un dono speciale che lo ha aiutato ad affrontare in maniera diversa quello che per lui era un grande limite. Zoe è il suo cane guida, ma per lui è molto di più: «Per me Zoe è una guida, una compagna, è i miei occhi, quando ho bisogno di evadere Zoe è di grande aiuto. È una grande guida, è una grande compagna, Zoe è mia sorella».
Il sogno di Marco adesso è imparare a suonare la fisarmonica e poter far parte di un gruppo di musica popolare per continuare a sperimentare generi nuovi, comporre musiche nuove e reinventarsi ogni giorno perché: «La mia vita è un’altra cosa» dice «io devo seguire il mio cuore, ciò che mi dice il mio cuore e questo mi permette anche di sbagliare».
Ciò che ispira Marco è la diversità, le infinite culture che si possono conoscere, gli infiniti generi musicali che si possono ascoltare, le infinite letture che ogni giorno arricchiscono la sua vita, infatti, ci ha raccontato: «Io do molta importanza alle mie letture perché mi aiutano a creare il mio personaggio e mi hanno fatto capire qual è il mio sé ideale, che cosa vorrei essere e che cosa devo migliorare per raggiungere ciò che voglio essere».

I COLORI DELLA VITA

Una vita bella per la sua semplicità, fatta di piccole, grandi conquiste quotidiane e la voglia di mettersi in gioco per realizzare quei sogni preziosi che possono donare più gioia al cuore.
Giusy ha 39 anni, lavora da 13 anni come centralinista in un ospedale e si ritiene pienamente soddisfatta per la sua vita professionale: il suo lavoro l’appaga molto ed è riuscita, con i suoi sacrifici, anche a comprarsi una casa. Ora sogna di poter vivere in questa casa con la famiglia che vorrebbe tanto costruire per rendere ancora più bella la vita che lei ringrazia quotidianamente per le opportunità che le dona.
Le piace impegnarsi nel volontariato donando ciò che può a chi ne ha bisogno, questo le permette di sentirsi pienamente integrata nella società circondata da persone uniche, la sua famiglia in primo luogo, che donano colore alla sua vita.
Giusy ama i colori ci ha raccontato, infatti, che: «Anche se spesso si tende a pensare che un cieco non lo vede il colore, io posso dire che il colore trasmette. Quando ero piccola e un pochino li percepivo i colori, mi piaceva molto il rosso perché da una sensazione di calore: i colori scuri mi piacciono meno, mentre i colori chiari mi rendono felice».

I COLORI DELLA VITA

Una vita bella per la sua semplicità, fatta di piccole, grandi conquiste quotidiane e la voglia di mettersi in gioco per realizzare quei sogni preziosi che possono donare più gioia al cuore.
Giusy ha 39 anni, lavora da 13 anni come centralinista in un ospedale e si ritiene pienamente soddisfatta per la sua vita professionale: il suo lavoro l’appaga molto ed è riuscita, con i suoi sacrifici, anche a comprarsi una casa. Ora sogna di poter vivere in questa casa con la famiglia che vorrebbe tanto costruire per rendere ancora più bella la vita che lei ringrazia quotidianamente per le opportunità che le dona.
Le piace impegnarsi nel volontariato donando ciò che può a chi ne ha bisogno, questo le permette di sentirsi pienamente integrata nella società circondata da persone uniche, la sua famiglia in primo luogo, che donano colore alla sua vita.
Giusy ama i colori ci ha raccontato, infatti, che: «Anche se spesso si tende a pensare che un cieco non lo vede il colore, io posso dire che il colore trasmette. Quando ero piccola e un pochino li percepivo i colori, mi piaceva molto il rosso perché da una sensazione di calore: i colori scuri mi piacciono meno, mentre i colori chiari mi rendono felice».